Trevigiane Pinzon


1800-1865 · Padova

La storia

Sono le carte del Veneto: più lunghe e più strette di tutte le altre del museo, con re, cavalli e fanti specchiati a metà e un motto su ogni asso. Chi ha in mano un mazzo trevigiano di oggi le riconosce subito, perché il disegno è rimasto quello: il vecchio calvo con la testa mozzata è il fante di spade, e i quattro motti sono ancora gli stessi.

Sull’asso di coppe: «Per un punto Martin perse la cappa». Sull’asso di denari: «Non val saper a chi ha fortuna contro». Sull’asso di spade, lungo le aste delle due bandiere: «Non ti fidar di me se il cor ti manca». Sull’asso di bastoni, sul nastro che lo avvolge: «Se ti perdo tuo danno».

Il fabbricante si firma sul re di bastoni, in un anello attorno a un tondo lasciato bianco: «Fabb. di Compostella e L. Pinzon · Padova · Via Patriarcato N. 837». L’anno invece non è stampato da nessuna parte: il catalogo della Bibliothèque nationale dice fra il 1800 e il 1865, e questa scheda non stringe di più.

È una litografia, colorata a mascherina un colore per volta: il rosso, il giallo e l’azzurro sbordano un poco dal tratto nero, e sulle monete dei denari le due mascherine si dividono a metà il tondo. Il mazzo intero è di 52 carte; qui ci sono le quaranta con cui si gioca a briscola, senza gli otto, i nove e i dieci.

Le carte furono tagliate a mano, e il filetto nero che incornicia il disegno non sta alla stessa distanza dal bordo su tutte: al tavolo ognuna è com’è, raddrizzata sui suoi quattro bordi. Due cose invece sono state cambiate per il gioco. Su ogni carta la biblioteca ha messo un timbrino rosso, «Bibl. Est.»: è stato tolto, restituendo al suo posto la carta che aveva attorno, senza ridisegnare niente. E i vertici, che nella carta vera sono vivi, sono arrotondati come quelli di tutti i mazzi del tavolo.

Il dorso è un intreccio azzurro con un mascherone barbuto al centro, chiuso da una treccia. I cinquantadue retri vengono dalla stessa matrice, ma il taglio a mano porta via la treccia ora da un lato ora dall’altro: al tavolo c’è il retro del sette di denari, che la tiene intera su tutti e quattro.

Stampatore
Compostella e L. Pinzon
Luogo
Padova, via Patriarcato 837
Epoca
fra il 1800 e il 1865, secondo il catalogo BnF
Tecnica
litografia colorata a mascherina
Carta
10,3 × 4,9 cm
Figure
a due teste
Mazzo
52 carte; qui le 40 della briscola
Collocazione
BnF, BOITE FOL-KZ-705 (4, 52)
Formato di gioco
286 × 600 pixel, WebP

Digitalizzazione: Gallica, btv1b10520246r — Bibliothèque nationale de France, département Estampes et photographie, collection Romain Merlin. Opera in pubblico dominio; la scansione segue le condizioni d'uso di Gallica: riuso non commerciale con citazione.

Tutte e quaranta

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