Piacentine


il mazzo di sempre

La storia

Sono le carte che si vedono in partita finché non se ne sceglie un altro, e non vengono da un archivio: è il mazzo con cui si giocava a casa, scansionato carta per carta. Piacentine a figure doppie: re, cavalli e fanti sono specchiati a metà carta e si leggono dritti da tutti e due i lati del tavolo. L’asso di denari è un’aquila coronata ad ali spiegate, e nel tondo bianco sul petto porta il marchio della fabbrica.

Le ha stampate Dal Negro di Treviso: lo dice il cartiglio sotto l’aquila, «Teodomiro Dal Negro – Treviso». L’anno invece non è stampato da nessuna parte, e qui non si scrive quello che non si sa.

Sono state scansionate a 600 punti per pollice, e a quella risoluzione i colori pieni sono pieni davvero: non c’è retino da spianare. Per portarle a misura di gioco sono state rimpicciolite con cura, il bianco dello scanner è diventato l’avorio del cartoncino, e gli angoli sono tagliati al raggio vero della carta. Anche la forma è quella vera, un po’ più stretta delle carte che c’erano prima.

Stampatore
Dal Negro, Treviso
Epoca
non documentata
Figure
a due teste
Scansione
600 dpi, dal mazzo di famiglia
Formato di gioco
339 × 600 pixel, WebP

Tutte e quaranta

Tocca una carta per vederla in tre dimensioni, da ogni angolazione.

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